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XIV CONVEGNO del CDO
Diano Marina, 1-2-3 Novembre 1996
di Luciano Petino
Dicono che
il tempo non lo si possa fermare. I minuti, le ore, i giorni, mesi, anni. Inesorabilmente
avanzano. Sempre.
No. Non sempre. Per tre giorni l’anno il tempo sembra fermarsi. E gia’ solo
dopo poche ore dall’inizio del Convegno sembra a tutti d’esserci da un tempo
interminabile. E per paradosso, al momento dei saluti sembra che l’eternita’
sia volata in un attimo. Cosa dire di questa breve eternita’? Grazie a contatti
altolocati quest’anno, come altri del resto, abbiamo avuto un tempo meraviglioso.
Un sole splendente dentro e fuori l’albergo "Villa Gioiosa" (un nome
una garanzia).
Fuori riflesso nel mare di Diano Marina, dentro nel sorriso stupendo e perenne
di Maria Teresa. La piccola di Andrea (Sterbini) e Nicoletta (Degli Innocenti).
Il mare. E l’Autunno. Stagione che amo. Da sedici anni per una ragione in piu’.
I Convegni del C.D.O.
Appuntamento fisso che ritorna. Ritorna. L’esposizione di modelli, sempre nuova
e interessante.
Quest’anno
sopra tutti troneggiava un interessantissimo modello. Un gran mappamondo
costruito a mosaico, opera nata dalla creativita’, dalla fantasia, e dall’impegno
del simpaticissimo gruppo di Napoli E’. Impegno ed entusiasmo che traspare
allo stesso modo anche nel gruppo di Bergamo.
Ritorna.
I modulari di Pietro (Macchi) e Massimo (Bruschi).
Ritorna. Gli affascinanti modelli realizzati da Sara (Giarrusso) con cartellette
trasparenti e gli altrettanto affascinanti modelli di Dave (Brill) o i topini
di Sara (Calzolaro).
Ritorna. Anche Palacios.
E ritornano anche molti volti. Gia’ visti per la prima volta l’anno scorso.
Segno che si puo’ essere contagiati dal famoso mal da Convegno.
Ritorna.
Ritorna l’allegria e l’amicizia. Ritornano le votazioni del consiglio direttivo.
Ritorna la voglia di coinvolgere sempre piu’ persone. Per poter valorizzare
le capacita’ individuali di ognuno. Sino a scoprire le potenzialita’, le energie
e le attitudini di poco piu’ di trecento persone.
Ritornano le votazioni. Ritorna il vecchio Consiglio. Ma con un pizzico di novita’.
Una nota di dispiacere per chi se ne va, la certezza di poter far nascere qualcosa
di nuovo grazie alle capacita’ di chi arriva. E comunque senza retorica e sincera
amicizia, grazie Silvia (Ginocchietti). Benvenuta Sara (Giarrusso) & C.
Ritorna. O tornera’ l’anno prossimo. Il Convegno. Cosi’ come speriamo torneranno
anche l’anno prossimo tutti coloro che hanno partecipato per la prima volta
quest’anno. Come ad esempio Piera (Nocentini) e Mario (Valle), Giovanni (D’Ignazio),
Antonella (Scanziano), Michela (Silvestri), Ester (Pittino), Jan (Polis) e tutti
i nuovi amici stranieri. Anche Palacios. (E mi perdonino i non menzionati).
Ritorneranno.
E spero ritorneranno tutti gli amici che quest’anno non hanno potuto partecipare.
Luca (Massini), Lorenzo (Lepri), Pietro (Busi), David (Derudas), Ornella (Francesconi),
Sara (Calzolaro), Paola (Galtineri) a cui da parte di tutti noi auguro una pronta
guarigione, e tutti i vecchi amici stranieri. Anche Palacios. (e anche questa
volta mi perdonino i non citati).
Ritorna. E sono tornati i vecchi giochi. Grazie all’infaticabile Luisa (Canovi).
Flash gia’ vissuti. A ricordare gli anni passati. Con un pizzico di nostalgia.
E la voglia di vederne sempre di nuovi.
E il ricordo. Che per un attimo ha fatto si’ che fra quei volti sorridenti vi
fosse anche quello di Michael (Shall). E saltella. Saltella? Saltella con leggerezza,
far i partecipanti al gioco, un rosa puttino. Cupido dai boccoli d’oro. L’inconfondibile
siluette, barba, e simpatia di Raffaele (Leonardi). Con tanto di pannolone ed
aluccce create da Herman (Van Goubergen).
Ritorna.
E vola alta nel cielo. Sino a sparire alla vista. Una Mongolfiera.
Ancora un ricordo. Una nuova emozione. Grazie Elena (Giudici).
E nel ricordo resteranno pure i volti delle due (malcapitate) modelle, Ester
(Pittino) e Paola (Martinotti). Tormentate dalla ineguagliabile perizia dei
sarti ed aiuto sarti, Herman (Van Goubergen), Silvia (Ginocchietti) e Ramin
(Ranzani), Pepita (Bourghoud). Non che il simpatico sorriso della valletta dei
giochi Luisa (Lai). E c’e’ anche un giullare un po’ spento.
Che altro dire. Ben poco. Un grazie sincero a tutti i partecipanti, ma anche
a tutti i dipendenti dell’albergo. Sempre gentili ed efficienti. Un grosso applauso
al cuoco. Ed un ultimo avvertimento. Fate attenzione nei prossimi anni. C’e’
gia’ in giro un piccolo Medici con la faccia da birichino, che promette d'offuscare
la fama del padre Gianni. E comunque amo l’Autunno.
Ed è di nuovo Autunno
Magica stagione
Quanto amo questo vento
E questi giorni
E quanti ne ho visti passare
Quante foglie cadute
Ingiallite
Vissute
E pure eleganti
Nella loro ultima ed ondeggiante danza
E le foglie cadono
Senza rimpianti
E quanti Autunni ho nel cuore
Scrigno di dolore
O solo solitudine
Di un attimo
Mesta
A fissare il domani nel cielo
Aquila vinta
Imprigionata
Dal silenzio dell’addio
Di un volo soltanto sognato
Su, in alto
Oltre le vette del pensiero
Oltre l’azzurro del cielo
Oltre al sole
Nel sole
Nel bruciare le penne
Fenice risorta, e gia’ morta
In un grigio mattino d’Autunno
D’amare, comunque
e da stringere al cuore
E che il cielo perdoni le nuvole
Cariche di pioggia
Che piangono il loro destino
Luciano
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