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XIV CONVEGNO del CDO
Diano Marina, 1-2-3 Novembre 1996di Luciano Petino Fuori riflesso nel mare di Diano Marina, dentro nel sorriso stupendo e perenne
di Maria Teresa. La piccola di Andrea (Sterbini) e Nicoletta (Degli Innocenti).
Il mare. E l’Autunno. Stagione che amo. Da sedici anni per una ragione in piu’.
I Convegni del C.D.O. E spero ritorneranno tutti gli amici che quest’anno non hanno potuto partecipare. Luca (Massini), Lorenzo (Lepri), Pietro (Busi), David (Derudas), Ornella (Francesconi), Sara (Calzolaro), Paola (Galtineri) a cui da parte di tutti noi auguro una pronta guarigione, e tutti i vecchi amici stranieri. Anche Palacios. (e anche questa volta mi perdonino i non citati). Ritorna. E sono tornati i vecchi giochi. Grazie all’infaticabile Luisa (Canovi).
Flash gia’ vissuti. A ricordare gli anni passati. Con un pizzico di nostalgia.
E la voglia di vederne sempre di nuovi. E nel ricordo resteranno pure i volti delle due (malcapitate) modelle, Ester (Pittino) e Paola (Martinotti). Tormentate dalla ineguagliabile perizia dei sarti ed aiuto sarti, Herman (Van Goubergen), Silvia (Ginocchietti) e Ramin (Ranzani), Pepita (Bourghoud). Non che il simpatico sorriso della valletta dei giochi Luisa (Lai). E c’e’ anche un giullare un po’ spento. Che altro dire. Ben poco. Un grazie sincero a tutti i partecipanti, ma anche a tutti i dipendenti dell’albergo. Sempre gentili ed efficienti. Un grosso applauso al cuoco. Ed un ultimo avvertimento. Fate attenzione nei prossimi anni. C’e’ gia’ in giro un piccolo Medici con la faccia da birichino, che promette d'offuscare la fama del padre Gianni. E comunque amo l’Autunno.
Magica stagione Quanto amo questo vento E questi giorni E quanti ne ho visti passare Quante foglie cadute Ingiallite Vissute E pure eleganti Nella loro ultima ed ondeggiante danza E le foglie cadono Senza rimpianti E quanti Autunni ho nel cuore Scrigno di dolore O solo solitudine Di un attimo Mesta A fissare il domani nel cielo Aquila vinta Imprigionata Dal silenzio dell’addio Di un volo soltanto sognato Su, in alto Oltre le vette del pensiero Oltre l’azzurro del cielo Oltre al sole Nel sole Nel bruciare le penne Fenice risorta, e gia’ morta In un grigio mattino d’Autunno D’amare, comunque e da stringere al cuore E che il cielo perdoni le nuvole Cariche di pioggia Che piangono il loro destino Luciano
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